
12 maggio 2006. Altro concerto. Questa volta è toccato agli
Arctic Monkeys. I ragazzi superbritish sono bravini, in realtà il caldo e la ressa di gente erano tali da non farmi godere appieno le loro note r'n'r', ma nel complesso sono stato soddisfatto. C'è chi dice che la voce di Alex Turner, il cantante, sia priva di personalità, io invece la trovo molto avvolgente e di carattere; come anche le chitarre, suonate egregiamente se pensiamo che i ragazzi hanno solo 19 anni. Certamente non risaltano per l'originalità delle melodie, ma sono a tutti gli effetti il simbolo di una svolta nel mondo musicale attuale, dove INDIE è diventata la parola d'ordine per eccellenza. Sono, cioè, una band venuta da internet e da lì diventata famosa grazie ad un fortunato giro di demo per il www, il che rappresenta qualcosa di buono nel panorama musicale rovinato da un decennio di luridissimo pop per teenager superficiali e stupidi.
La cosa divertente dell'after-concert è stata vedermi le scimmie artiche ballare dietro di me, come qualsiasi gruppetto di amici 19enni! Il mio pensiero è stato subito: "E io avrei sborsato VENTICAZZUTISSIMIEURI per loro qua?!?!"